Recensione su criticaclassica del concerto a S. Severo al Pendino

14 luglio 2014

Le “Trame di Suono” del Coro della Società Polifonica della Pietrasanta vincono una nuova sfida
Pubblicato il luglio 7, 2014 di marcodelvaglio

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Foto Max Cerrito

Nella chiesa di San Severo al Pendino, il Coro della Società Polifonica della Pietrasanta, diretto dal maestro Rosario Peluso, ha proposto una panoramica incentrata sulla musica del Novecento e contemporanea, iniziata con uno sguardo al passato.
Infatti il concerto ha avuto inizio nel nome di Henry Purcell (1659-1695) con il song “If music be the food of love”, titolo tratto dall’incipit della “Dodicesima notte” di Shakespeare, sul quale il colonnello Henry Heveningham costruì la lirica utilizzata dall’autore inglese.
Sempre rimanendo in terra britannica, è stato proposto “As torrents in Summer”, brano di chiusura della cantata King Olaf di Edward Elgar (1857-1934), che esordì al North Staffordshire Music Festival nel 1896.
Agli albori del Novecento appartenevano invece Dieu! Qu’il la fait bon regarder e Quant j’ai ouy le tambourin, due delle Trois chansons de Charles d’Orleans di Claude Debussy (1862-1918), che traevano spunto dai versi del principe e poeta francese, ostaggio degli inglesi per un buon quarto di secolo.
Con Buonanotte di Renzo Vitale, compositore, pianista ed ingegnere acustico, nato a Sora e residente a New York, siamo passati alla musica dei nostri giorni, mentre il successivo “C’era una vecchia di Polla” di Goffredo Petrassi (1904-2003), posto a chiusura dei cinque Nonsense per coro misto a cappella, su testi di Edward Lear (1952), rappresentava un omaggio del musicista italiano al limerick, genere di componimento letterario surreale tipicamente inglese.
Anche il maestro Peluso ha voluto dare il suo contributo di compositore con il recentissimo Pir cori meu (2013), dedicato a Luciano Berio, su un testo relativo ad una poesia siciliana del 1200, seguito da La baia tranquilla (presente nella raccolta Myricae di Pascoli) di Lorenzo Donati, nato ad Arezzo nel 1972.
E’ poi toccato ad un breve sguardo sulla musica sacra, con Deo Gratias, dell’estone contemporaneo Urmas Sisask e l’Ave Maria del tedesco Franz Biebl (1906-2001).
L’ampio ed interessantissimo programma si è concluso con Contre qui, Rose, Wolcum Yole! e Dirait-on.
Il primo ed il terzo appartenevano al ciclo Les chansons de la rose dello statunitense Morten Lauridsen, classe 1941, che ha attinto alla poetica di Rainer Maria Rilke, mentre il secondo era tratto da A ceremony of Carols, op. 28, completato dal britannico Benjamin Britten (1913-1976), durante la traversata che, nel 1942, riportò in patria il compositore, dopo un lungo esilio volontario in terra americana.
Per quanto riguarda il Coro della Società Polifonica della Pietrasanta, che ha proposto brani già eseguiti in altri contesti insieme a novità assolute, prosegue nelle sue ben riuscite sperimentazioni vocali, che non a caso sono racchiuse nel titolo “Trame di Suono II” dato al concerto.
Il merito dell’ottimo risultato è sicuramente del maestro Rosario Peluso, che dell’ensemble è anche il fondatore, capace di concepire programmi di grande suggestione ed intensità, scegliendo quanto di meglio sia presente nella letteratura corale contemporanea.
Non vanno comunque dimenticate le numerose individualità di elevato livello che costituiscono la compagine, sapientemente indirizzate dalla bravura del direttore, attraverso un percorso di maturazione sempre maggiore, irto di difficoltà sia vocali che ambientali (non ultima la pessima acustica della chiesa di San Severo al Pendino, vinta in modo strabiliante).
A coronamento di un bellissimo recital, salutato dalla presenza di un folto, e a tratti turbolento pubblico, non poteva mancare un bis e la scelta è caduta sul delizioso Les boîtes à musique di Guy Lafarge e Pierre Philippe (arrangiamento Acciai), dall’operetta “La belle Arabelle” (1956) che ha concluso piacevolmente una stagione ricca di soddisfazioni per il coro ed il suo direttore.